Vulcano Etna: crateri, grandi eruzioni e come viene sorvegliato
Com'è fatto il vulcano Etna: i crateri sommitali, la Valle del Bove, l'eruzione del 1669, la sorveglianza INGV e il sito UNESCO.
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Il vulcano Etna domina la Sicilia orientale con una presenza che si avverte ovunque: dal lungomare di Catania, dalle terrazze di Taormina, dai vigneti del versante nord. È il vulcano attivo più alto d'Europa e uno dei più studiati al mondo, con una storia eruttiva che gli scienziati fanno risalire a circa mezzo milione di anni fa. In questa guida la redazione racconta come è fatto il vulcano, quali sono i suoi crateri, le eruzioni che hanno segnato il territorio e come viene sorvegliato oggi, con qualche consiglio pratico per chi vuole conoscerlo da vicino.
Il vulcano Etna in breve: uno stratovulcano sempre in attività
L'Etna è uno stratovulcano, cioè un edificio costruito nel tempo dalla sovrapposizione di colate di lava, ceneri e altri prodotti delle eruzioni. La sua vetta supera i 3.300 metri, ma la quota non è fissa: cresce con l'accumulo dei materiali e si abbassa con i crolli dei crateri, come spieghiamo nella guida all'altezza dell'Etna. La base del vulcano occupa un'ampia porzione della provincia di Catania e sui suoi fianchi sorgono decine di paesi, da Nicolosi a Zafferana Etnea, da Bronte a Linguaglossa.
Secondo la scheda dell'UNESCO sul Monte Etna, si tratta dello stratovulcano più attivo del mondo: l'attività dei crateri sommitali è quasi continua e le colate dai fianchi sono relativamente frequenti. La stessa fonte ricorda che l'attività del vulcano è documentata dall'uomo da almeno 2.700 anni, un archivio storico che ha pochi paragoni.
I crateri sommitali e la Valle del Bove
La parte alta dell'Etna è un paesaggio in continua trasformazione. Fino al 1911 esisteva un solo cratere centrale; nel corso del Novecento se ne sono aggiunti altri, e oggi si parla di quattro crateri sommitali principali: il Cratere di Nord-Est, la Voragine, la Bocca Nuova e il Cratere di Sud-Est. Sono queste le bocche che producono le fontane di lava e le nubi di cenere che ogni tanto fanno notizia.
| Cratere | Anno di formazione | Posizione |
|---|---|---|
| Cratere centrale | Unico cratere sommitale fino al 1911 | Vetta del vulcano |
| Cratere di Nord-Est | 1911 | Lato nord-orientale della vetta |
| Voragine | 1945 | All'interno del cratere centrale |
| Bocca Nuova | 1968 | All'interno del cratere centrale |
| Cratere di Sud-Est | 1971 | Fianco sud-orientale del cratere centrale |
Sul fianco orientale si apre invece la Valle del Bove, una grande depressione a ferro di cavallo di circa 7 per 4,5 chilometri. L'INGV spiega che è nata da più collassi del fianco del vulcano durante l'Olocene e ha datato per la prima volta, con il carbonio 14 su frammenti di alberi, la grande frana iniziale, avvenuta tra il 7478 e il 7134 a.C.: i dettagli sono nel comunicato sull'età della Valle del Bove. Il fondo della valle è coperto dalle colate delle eruzioni più recenti, ed è uno dei paesaggi più spettacolari del vulcano.
Le grandi eruzioni dell'Etna nella storia
Tra le eruzioni che hanno cambiato il volto della Sicilia orientale, la più famosa è quella del 1669. Iniziata l'11 marzo da una bocca aperta a circa 800 metri di quota vicino a Nicolosi, si concluse l'11 luglio dopo circa quattro mesi. Secondo la ricostruzione dell'INGV sull'eruzione del 1669, furono emessi circa 600 milioni di metri cubi di lava: il campo lavico raggiunse una lunghezza di 17 chilometri, arrivò fino al mare a Catania spostando la linea di costa di circa un chilometro e rese sterili circa 40 chilometri quadrati di terre coltivate.
Nel Novecento la memoria collettiva è legata soprattutto all'eruzione del 1928, quando la lava distrusse gran parte dell'abitato di Mascali, poi ricostruito più a valle, e a quella del 1991-1993, che minacciò Zafferana Etnea e rese necessari interventi per deviare la colata. Gli anni Duemila hanno visto fasi molto intense, con numerosi episodi di fontane di lava ai crateri sommitali. Ogni eruzione aggiunge un nuovo strato alla montagna e un nuovo capitolo alla convivenza tra il vulcano e chi abita i suoi fianchi.
Come viene sorvegliato il vulcano Etna
La sorveglianza scientifica dell'Etna è affidata all'Osservatorio Etneo dell'INGV, la sezione di Catania dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una rete di stazioni sismiche, telecamere, sensori geochimici e strumenti che misurano le deformazioni del suolo controlla il vulcano giorno e notte. L'Osservatorio pubblica bollettini settimanali, comunicati sull'attività vulcanica e sismica e i messaggi VONA, gli avvisi sulla cenere vulcanica destinati al traffico aereo.
Proprio la cenere è l'effetto che più spesso tocca i viaggiatori: quando una nube eruttiva interessa lo spazio aereo, l'aeroporto di Catania può ridurre o sospendere gli arrivi per alcune ore. Le decisioni operative spettano alle autorità del trasporto aereo, sulla base dei dati forniti dagli scienziati. A terra, l'accesso alle zone sommitali è regolato da ordinanze dei comuni e della Protezione Civile, che cambiano con il livello di attività.
Il Parco dell'Etna e il riconoscimento UNESCO
Il territorio del vulcano è protetto dal Parco dell'Etna, istituito nel 1987, che si estende su oltre 58.000 ettari dalla vetta fino ai paesi pedemontani ed è suddiviso in quattro zone (A, B, C e D) con diversi livelli di tutela. Qui convivono deserti di lava, boschi di pini, faggi e betulle, vigneti terrazzati e frutteti, in una sequenza di paesaggi che cambia con l'altitudine.
Nel 2013 il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Phnom Penh, ha iscritto il Monte Etna nella Lista del patrimonio mondiale per il suo valore geologico e vulcanologico. L'area tutelata copre 19.237 ettari disabitati nella parte più alta del vulcano, circondati da una zona cuscinetto di oltre 26.000 ettari. Un riconoscimento che premia sia la ricchezza delle forme vulcaniche, dai crateri ai coni avventizi, sia il valore scientifico di un vulcano osservato e studiato da secoli.
Consiglio
Prima di salire sull'Etna controlla gli ultimi comunicati dell'Osservatorio Etneo e le ordinanze in vigore nei comuni del versante che vuoi visitare. Anche d'estate in quota fa freddo e il tempo cambia in fretta: porta scarponi, giacca antivento e acqua, e per le zone sommitali affidati a guide vulcanologiche o alpine autorizzate.
Domande frequenti
Il vulcano Etna è pericoloso per chi visita la Sicilia?
Per chi visita le città e i paesi intorno al vulcano il rischio quotidiano è molto basso. I principali disagi per i turisti sono legati alla cenere, che può rallentare i voli da e per Catania. In quota, invece, bisogna rispettare le ordinanze e le indicazioni delle guide, perché vicino ai crateri le condizioni possono cambiare rapidamente.
Quanti crateri ha l'Etna?
In vetta si contano quattro crateri sommitali principali: Nord-Est, Voragine, Bocca Nuova e Sud-Est. Sui fianchi esistono inoltre centinaia di coni minori nati da eruzioni laterali, come i Crateri Silvestri vicino al Rifugio Sapienza.
Da quando l'Etna è patrimonio UNESCO?
Il Monte Etna è stato iscritto nella Lista del patrimonio mondiale nel 2013, durante la 37ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, per il suo straordinario valore come esempio di processi geologici in corso.
Qual è stata l'eruzione più grande dell'Etna in epoca storica?
Una delle più importanti è quella del 1669, che l'INGV descrive come la più grande eruzione laterale degli ultimi quattro secoli: durò circa quattro mesi e la lava arrivò fino al mare a Catania.





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