Escursioni sull'Etna: tipi, regole di accesso e sicurezza
Escursioni sull'Etna: dai Crateri Silvestri ai crateri sommitali, cosa dicono le ordinanze, le fasi di allerta e come prepararsi.
Indice

Le escursioni sull'Etna sono molto diverse fra loro: c'è chi si ferma ai crateri spenti vicino al Rifugio Sapienza, chi sale in funivia e fuoristrada verso i 2.900 metri, chi cammina nei boschi del versante nord e chi, con una guida, si avvicina ai crateri sommitali. Ciò che le accomuna è che si svolgono su un vulcano attivo, dove le regole di accesso cambiano in base all'attività eruttiva. In questa guida vediamo i principali tipi di escursione, le zone in cui è diviso il vulcano, le regole fissate dalle ordinanze comunali e le precauzioni da prendere.
Tipi di escursioni sull'Etna
Per scegliere l'escursione giusta conviene partire dalla quota che si vuole raggiungere, perché è la quota a determinare le regole.
Passeggiate a media quota. Sul versante sud, intorno al Rifugio Sapienza (circa 1.910 metri), i Crateri Silvestri offrono un percorso breve e semplice sull'orlo di coni nati nel 1892. Sul versante nord, da Piano Provenzana, partono sentieri tra boschi e colate recenti. Sono escursioni adatte a quasi tutti, da fare con scarpe da trekking e abbigliamento da montagna.
Salite verso la Zona Sommitale. Dal Rifugio Sapienza la funivia porta alla Montagnola, a circa 2.500 metri; da lì si può proseguire verso l'area di Torre del Filosofo, a circa 2.920 metri. Sul versante nord le piste salgono verso Pizzi Deneri, dove si trova un osservatorio a circa 2.850 metri. Queste zone sono più esposte al vento, al freddo e alla ricaduta di materiale vulcanico.
Escursioni guidate ai crateri sommitali. L'area dei crateri attivi si visita solo con guide alpine o vulcanologiche abilitate, e solo quando la fase di allerta lo consente. Sono escursioni impegnative per dislivello, quota e terreno.
Escursioni naturalistiche e in grotta. Il vulcano offre anche percorsi nei boschi, visite a grotte di scorrimento lavico e itinerari nei territori dei comuni etnei, spesso con guide o con associazioni escursionistiche come il CAI.
Le zone del vulcano: Zona Sommitale e ZPP
Le regole di accesso si basano su due aree definite dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile, con una perimetrazione aggiornata nell'agosto 2025 e richiamata dalle ordinanze dei comuni.
La Zona Sommitale (ZS) comprende i crateri sommitali, l'alta Valle del Bove fino a 1.700 metri e, sui versanti meridionale, occidentale e settentrionale, le aree orientativamente al di sopra dei 2.500 metri. All'interno della ZS si trova la Zona a Pericolosità Permanente (ZPP), l'ex "zona gialla", che include i crateri sommitali attivi.
A queste zone si sovrappongono le fasi operative di Protezione Civile: attenzione, preallarme e allarme. Le fasi sono legate anche ai livelli del sistema di allertamento ETNAS gestito dall'INGV-Osservatorio Etneo, che segnala la probabilità di fontane di lava: F1 indica un'alta probabilità di fontane di lava imminenti, F2 un'altissima probabilità di fontane di lava imminenti o già in corso, come spiega l'avviso della Protezione Civile regionale dell'8 aprile 2025.
Escursioni Etna e regole di accesso alle zone sommitali
Le regole concrete sono fissate dalle ordinanze dei sindaci dei comuni il cui territorio arriva in quota. Un esempio dettagliato è l'ordinanza n. 135 del 10 agosto 2026 del Comune di Belpasso, valida a tempo indeterminato fino a un nuovo provvedimento, che prevede tra l'altro:
- per chi frequenta le quote elevate, l'obbligo di casco protettivo omologato e di abbigliamento da montagna;
- il divieto di avvicinarsi a meno di 50 metri dai bordi delle colate laviche attive;
- nella ZPP, in fase di attenzione, escursioni solo con guide alpine o vulcanologiche, su un itinerario prefissato con transito e brevi soste;
- gruppi di massimo 10 escursionisti per guida, partenze a intervalli di 15 minuti e non più di 300 escursionisti al giorno;
- una distanza di almeno 300 metri in linea d'aria dalla base del cono del Cratere di Sud-Est.
Le guide devono inoltre verificare l'idoneità dei partecipanti, far firmare una dichiarazione e restare in contatto radio con un referente. Chi viola le ordinanze viene deferito all'autorità giudiziaria ai sensi dell'articolo 650 del codice penale.
Ogni comune emette i propri provvedimenti e i dettagli possono variare. In più, le ordinanze vengono aggiornate quando l'attività del vulcano cambia: il 14 agosto 2026, ad esempio, il Comune di Bronte ha sospeso tutte le attività escursionistiche nella ZPP dopo che il livello ETNAS era passato a F1 ed era stata attivata la fase di preallarme.
Cosa cambia con le fasi di allerta
La tabella riassume come le ordinanze più recenti che abbiamo consultato collegano le fasi operative all'accesso. È un quadro generale: prima di ogni escursione va verificata l'ordinanza in vigore nel comune da cui si parte.
| Fase | Zona a Pericolosità Permanente (crateri sommitali) | Resto della Zona Sommitale |
|---|---|---|
| Attenzione | Solo escursioni con guide alpine o vulcanologiche abilitate, con limiti di gruppo e di percorso | Fruizione consentita con le prescrizioni dell'ordinanza (casco, distanza dalle colate, guide oltre i limiti di sicurezza ordinari) |
| Preallarme | Accesso, transito e permanenza vietati a chiunque, salvo personale autorizzato | Secondo le ordinanze comunali |
| Allarme | Vietata | Interdetta l'intera Zona Sommitale sopra i 2.500 metri e l'alta Valle del Bove, con allontanamento verso i punti di raccolta |
Nell'ordinanza di Belpasso i divieti di preallarme e allarme scattano automaticamente con il comunicato della Protezione Civile regionale o dell'INGV, senza bisogno di un nuovo atto del sindaco. Le limitazioni non valgono per soccorritori, forze dell'ordine, Protezione Civile, personale del Parco e personale scientifico in servizio.
Escursioni sull'Etna in sicurezza: come prepararsi
Anche quando l'accesso è consentito, l'Etna resta un ambiente di alta montagna su un vulcano attivo. Alcune regole di buon senso aiutano a ridurre i rischi.
- Controllare le fonti ufficiali il giorno stesso. L'INGV pubblica comunicati e bollettini settimanali sull'attività del vulcano; la Protezione Civile regionale comunica i cambi di fase; i comuni e il Parco dell'Etna pubblicano le ordinanze.
- Vestirsi a strati. In quota la temperatura è molto più bassa che sulla costa e il vento può essere fortissimo. Servono giacca antivento, scarpe da trekking con suola robusta, guanti e berretto, oltre al casco dove è obbligatorio.
- Portare acqua e protezione solare. Sulle colate non c'è ombra e il riverbero è forte.
- Non avventurarsi da soli nella nebbia. Il paesaggio di sabbia e scorie è uniforme e i riferimenti si perdono in fretta.
- Stare lontani dalle colate e dalle bocche attive. I fronti lavici possono crollare, e gas e materiale incandescente rendono pericolose anche le zone che sembrano tranquille.
- Affidarsi a guide abilitate oltre i limiti ordinari. Non è solo una questione di regole: le guide conoscono i percorsi, seguono gli aggiornamenti e sanno quando tornare indietro.
Consiglio
Prenota le escursioni in quota con un margine di flessibilità. Un cambio di fase deciso all'ultimo momento può chiudere la zona dei crateri anche con il cielo sereno: avere un'alternativa a quota più bassa, come i Crateri Silvestri o un sentiero nei boschi del versante nord, evita di perdere la giornata.
Domande frequenti
Si può salire sull'Etna senza guida?
Sì, nelle zone a quota più bassa e lungo i percorsi consentiti dalle ordinanze. Per entrare nella Zona a Pericolosità Permanente, che include i crateri sommitali, servono guide alpine o vulcanologiche abilitate, e solo quando la fase di allerta lo permette.
Fino a che quota si può arrivare?
Dipende dalla fase in vigore e dall'ordinanza del comune. In preallarme la zona dei crateri sommitali è chiusa a tutti; in allarme è vietata l'intera Zona Sommitale, cioè orientativamente tutto ciò che sta sopra i 2.500 metri, oltre all'alta Valle del Bove.
Quanti escursionisti può accompagnare una guida?
L'ordinanza di Belpasso del 10 agosto 2026 fissa un massimo di 10 escursionisti per guida nella ZPP, con partenze a 15 minuti di distanza e non più di 300 escursionisti al giorno.
Cosa si rischia a non rispettare le ordinanze?
Le ordinanze prevedono il deferimento all'autorità giudiziaria ai sensi dell'articolo 650 del codice penale, oltre ai rischi concreti per la propria sicurezza e per quella dei soccorritori.
Dove trovo le informazioni aggiornate?
Sui siti dell'INGV-Osservatorio Etneo per l'attività del vulcano, della Protezione Civile della Regione Siciliana per le fasi operative, e del Parco dell'Etna e dei comuni per le ordinanze in vigore.





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