Crateri Silvestri: guida ai coni del 1892 sull'Etna

I Crateri Silvestri a 1.900 metri, vicino al Rifugio Sapienza: storia dell'eruzione del 1892, come arrivare e consigli per la visita.

Uno dei Crateri Silvestri sul versante dell'Etna, con l'orlo del cono e il paesaggio vulcanico intorno

I Crateri Silvestri sono spesso il primo contatto con l'Etna per chi arriva sul versante sud del vulcano. Si trovano a circa 1.900 metri di quota, a due passi dal Rifugio Sapienza, e permettono di camminare sull'orlo di veri coni vulcanici senza attrezzatura tecnica e senza salire fino ai crateri sommitali. Sono coni ormai spenti, nati da un'eruzione di fine Ottocento, e raccontano bene come l'Etna costruisca il proprio paesaggio anche lontano dalla vetta. Ecco cosa sapere prima di andarci.

Crateri Silvestri: cosa sono e come si sono formati

I Monti Silvestri sono coni di scorie, cioè rilievi formati dall'accumulo di lapilli, bombe e frammenti di lava lanciati in aria intorno a una bocca eruttiva. Secondo la ricostruzione delle eruzioni di epoca storica dell'Etna curata da ricercatori dell'INGV, l'eruzione del 1892 si aprì lungo una fessura a circa 1.900 metri di quota sul versante meridionale e generò "i grandi coni di scorie coalescenti dei Monti Silvestri" insieme a un esteso campo lavico.

Si tratta quindi di crateri laterali, o eccentrici: non si trovano sulla cima del vulcano ma sui suoi fianchi, dove il magma ha trovato una via d'uscita attraverso fratture. L'Etna ne conta moltissimi, e alcuni sono diventati elementi familiari del paesaggio, come i Monti Rossi sopra Nicolosi, nati durante la grande eruzione del 1669.

I coni principali sono due, noti come Silvestri Superiore e Silvestri Inferiore. Oggi sono inattivi, ma la loro forma è ancora nitida: orli netti, pareti interne ripide, terreno di scorie scure. Il cratere Superiore è il più ampio dei due.

L'eruzione del 1892 in breve

L'eruzione che diede origine ai Crateri Silvestri fu una delle più importanti dell'Ottocento sul versante sud. Durò circa sei mesi e si concluse il 29 dicembre 1892. Le ricostruzioni riportate nella voce enciclopedica sui Monti Silvestri, basate sulle cronache e sugli studi dell'epoca, indicano una colata lunga circa 7 chilometri, che si arrestò poco sopra l'abitato di Nicolosi, intorno ai 970 metri di quota.

DatoValore
Anno dell'eruzione1892
Fine dell'eruzione29 dicembre 1892
Duratacirca sei mesi
Quota della fessura eruttivacirca 1.900 m, versante sud
Coni principali2 (Silvestri Superiore e Inferiore)
Lunghezza della colatacirca 7 km, fino a poco sopra Nicolosi
Intitolazione7 agosto 1892, CAI di Catania

Perché si chiamano Silvestri

Il nome rende omaggio a Orazio Silvestri, geologo e vulcanologo nato a Firenze nel 1835 e morto a Catania nel 1890, già presidente della sezione catanese del Club Alpino Italiano. Silvestri dedicò all'Etna gran parte dei suoi studi, tanto che un mineralogista tedesco del tempo lo definì il più grande conoscitore del vulcano. Morì due anni prima dell'eruzione: il 7 agosto 1892, mentre l'attività era ancora in corso, l'assemblea dei soci del CAI di Catania decise di intitolargli i due crateri principali.

Come arrivare ai Crateri Silvestri

Il punto di partenza è il Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi. Come ricorda il portale turistico nazionale italia.it, il rifugio si trova a circa 1.910 metri sul versante sud ed è l'ultimo luogo del vulcano raggiungibile in auto o in autobus. Da qui parte anche la funivia che sale fino alla Montagnola, a quota 2.500 metri.

I crateri sono praticamente accanto al piazzale: dalla strada si vedono già i coni, e con una breve camminata si arriva sull'orlo. Il percorso intorno ai crateri è lungo circa un chilometro e mezzo e resta quasi sempre alla stessa quota; una visita tranquilla, con soste per le foto, richiede circa un'ora. Il sentiero è adatto anche alle famiglie, ma il terreno di scorie è irregolare e scivoloso in discesa, quindi servono scarpe chiuse con una buona suola.

Per parcheggio, servizi ed eventuali regole di accesso conviene informarsi sul posto o sui canali ufficiali del Comune di Nicolosi e del Parco dell'Etna, perché le condizioni possono cambiare nel tempo.

Visitare i Crateri Silvestri: quando andare e cosa aspettarsi

A 1.900 metri il clima è quello della montagna, anche quando sulla costa fa caldo. In estate il sole è forte e l'ombra assente; in primavera e in autunno il vento può essere freddo e la nebbia sale rapidamente; d'inverno i crateri si coprono spesso di neve e il paesaggio diventa bianco e nero. Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio sono di solito i momenti con meno visitatori e con la luce più bella sulle scorie.

Con il cielo sereno, dall'orlo dei crateri lo sguardo arriva fino a Catania e, sul mare, alla costa della Calabria. Verso nord si vede la parte alta del vulcano con i crateri sommitali e, quando sono attivi, i pennacchi di gas.

I Crateri Silvestri si trovano molto al di sotto della Zona Sommitale, che sul versante sud comincia orientativamente intorno ai 2.500 metri, e in condizioni ordinarie sono liberamente visitabili. L'Etna però resta un vulcano attivo: durante le fasi eruttive più intense possono esserci ricadute di cenere, chiusure di strade o provvedimenti delle autorità, per cui prima di partire è utile controllare gli avvisi della Protezione Civile regionale e i comunicati dell'INGV.

Un'ultima nota riguarda il rispetto del luogo. L'area è molto frequentata e negli anni sono stati segnalati rifiuti abbandonati intorno ai crateri. Le scorie sono fragili: camminare fuori dai tracciati, raccogliere pietre o scendere lungo le pareti interne rovina un paesaggio che fa parte di un sito iscritto dal 2013 nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Consiglio

Abbina i Crateri Silvestri a una salita in funivia solo se il tempo è stabile: comincia dai crateri, che richiedono poco tempo, e osserva il cielo verso la cima. Porta sempre una giacca antivento e acqua, anche in piena estate, e se il vento è forte resta lontano dagli orli più esposti.

Domande frequenti

A che altezza si trovano i Crateri Silvestri?

A circa 1.900 metri sul livello del mare, sul versante sud dell'Etna, vicino al Rifugio Sapienza che si trova a circa 1.910 metri.

I Crateri Silvestri sono attivi?

No. Sono coni formati durante l'eruzione del 1892 e oggi sono spenti. L'attività dell'Etna si concentra nei crateri sommitali e, durante le eruzioni laterali, in nuove bocche che si aprono sui fianchi.

Serve una guida per visitare i Crateri Silvestri?

In condizioni ordinarie no: il percorso è breve e semplice. Una guida diventa utile se si vuole capire meglio la geologia dell'area o proseguire verso quote più alte, dove valgono le regole delle ordinanze sulla zona sommitale.

Quanto tempo serve per la visita?

Per un giro tranquillo intorno ai crateri serve circa un'ora. Se si aggiunge la salita in funivia o un'escursione guidata in quota, conviene dedicare all'Etna mezza giornata o una giornata intera.

Si può andare ai Crateri Silvestri d'inverno?

Sì, ma con abbigliamento invernale e scarpe adatte alla neve. La strada che sale al Rifugio Sapienza può essere innevata: prima di partire conviene verificare le condizioni di percorribilità.

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